Dalla Finestra

scritto da IrYsFeather
Scritto 15 ore fa • Pubblicato 9 ore fa • Revisionato 9 ore fa
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Autore del testo IrYsFeather

Testo: Dalla Finestra
di IrYsFeather

Capitolo 1

Il gioco era iniziato quasi per caso, una sera di pioggia di fine estate in cui i vetri appannati rendevano tutto più soffuso.
Lei, una donna intorno ai quaranta dallo spirito solitario, ogni sera appena rientrava dal lavoro era solita compiere i suoi semplicia rassicuranti atti di routine: appendeva il cappottino leggero color carta da zucchero a quell'appendiabiti dallo stile troppo antico, e dirigendosi verso la finestra della sua stanza,  si accendeva una sigaretta, apriva la basculante per far uscire l'odore del fumo poi si fermava, immobile, ad osservare nel buio, le ombre dietro le tende degli appartamenti di fronte al suo.
Era  un rito per rilassarsi; le piaceva curiosare le vite degli altri, la rendeva una spettatrice discreta di ciò che poteva essere la sua esistenza se fosse stata una persona  diversa.

Ogni finestra uno schermo differente, ogni finestra un'opzione di vita immaginaria.

Quella sera, una nuova luce si accese nell'appartamento al piano di sotto proprio di fronte a quella finestra custode delle sue più segrete fantasie.

Sapeva che il suo dirimpettaio aveva da tempo terminato i lavori per adibire quell' appartamento a B&B e finalmente stavano iniziando a comparire i primi ospiti.

Capitolo 2
Ormai era diventato quasi come un appuntamento.
Ogni sera verso le venti, Lei, si rifugiava nella sua stanza, spegneva la luce, si sedeva sul lato corto della scrivania vicino alla finestra, protetta dall'oscurità e dalle tende sottili, e aspettava.

Lui, il primo ospite della struttura.
Un' uomo a cui dava una decina d'anni più di lei, alto, un'altezza che mascherava la sua forma fisica non troppo perfetta, barba ispida brizzolata e capelli corti a spazzola scuri.

Era  una persona decisamente metodica: tornava a casa, gettava le chiavi sul tavolo, lo zaino per terra, si sfilava la giacca  da lavoro, quella catarifrangente da cantiere scoprendo le braccia esageratamente tatuate poi, si dirigeva verso il frigorifero, si stappava una birra e ne beveva il primo sorso guardando fuori dall'altra finestra, quella che dava sul parco condominiale.


Lei lo scrutava di spalle, la maglietta sempre scura dalle maniche larghe cadeva su una foglia di palma tatuata sul braccio sinistro che andava a completare un disegno che non riusciva bene a decifrare.

Finito di bere la birra poi, si preparava la cena, sempre qualcosa di molto veloce, mangiava sulla penisola, infilava tutto nella lavastoviglie e si gustava una sigaretta alla finestra.
Quella finestra.
Quella che guardava proprio dritto nella stanza di Lei ma Lei non era lì in quel momento della giornata. Non c' era nessuna sagoma nascosta nel buio, c'era solamente una donna bionda,  in vestaglia nella stanza a fianco alla camera da letto che guardava la televisione seduta sulla sua comoda poltrona di finta pelle e che con la coda dell'occhio osservava quell'uomo dall'aspetto oscuro che sbuffando fumo dalle labbra, scrutava dinnanzi a sè, dentro quella cabina buia, immaginando cosa non si sa.

Era un voyeurismo innocente, o almeno così si raccontava e per il momento le andava bene così.
Avrebbe deciso Lei quando lanciare la carta per iniziare definitivamente il gioco.


Capitolo 3
Sabato sera.
Stranamente Lei era di ritorno da una serata con amici.
Sarà stata all'incirca mezzanotte.
Un Gin Tonic di troppo la stava facendo sentire leggera e allegra, possiamo dire anche disinibita. Aveva voglia di ballare, non voleva ancora andare a dormire.
Lasciò cadere a terra le scarpe tacco 12 che teneva agganciate a penzoloni al dito indice e al dito medio della mano destra provocando un leggero rumore.
Sorrise dispettosa pensando di aver in qualche modo disturbato la famiglia che viveva al piano sottostante.
Volse lo sguardo verso destra per scrutare qualche movimento del suo dirimpettaio. Era la terza settimana che soggiornava al B&B ma il primo weekend che si fermava. Stava lavorando a computer, una luce soffusa sul tavolo mista a  fumo di sigaretta,  lo circondava di un aura quasi mistica;  non lo aveva mai visto di sera lavorare al PC.
Si diresse in cucina per bere un bicchiere d' acqua e le venne un'idea.
Aveva però bisogno di ancora una dose di alcol per metterla in atto.
Si versò un bicchierino di Sambuca e aspettò che quella pozione iniziasse il suo  effetto inebriante.
Tornò in camera, aprì la basculante della finestra ed accese la cassa Bluetooth collegata a Spotify.
" Al diavolo i vicini rompipalle" pensò.
Dalla cassa partì " Fade to Grey" , una nota melodia dei Visage molto famosa negli anni '80.
Anche lui aveva la finestra semi aperta, era umido quella sera, troppo per essere  metà settembre.
La canzone parte lenta quasi con un unico suono per poi incalzare in una dance dalla tonalità molto erotica che unisce il movimento lento e sensuale con quello incalzante della disco anni '80.
La cantante in sottofondo apre la canzone con delle parole in francese;  quasi sembra di percepirle sulle proprie labbra. 
Lei è pronta ad iniziare il gioco, se solo Lui lo desideri quanto lei.

Capitolo 4
Lui stava lavorando al PC, era già mezzanotte e doveva sbrogliare ancora molte cartacce.
Lunedì avrebbe avuto il collaudo del nuovo WBH con destinazione Irlanda e come al solito aveva rimandato fino all'ultimo la compilazione dei report e la stesura del Dossier delle certificazioni.
Era una cosa che odiava fare ed aveva sottovalutato quanto potesse essere pignolo ed esigente l'ispettore presente al collaudo.
Stava impazzendo tra certificati Atex, Ped, conformità e sigarette fumate a metà.
Faceva talmente caldo che gli venne quasi l'idea di trasferirsi a lavorare nel cortile condominiale quando l'intro di una canzone dal suono particolare lo destò dai suoi pensieri.
Volse lo sguardo alla sua sinistra dove una lucina colorata proveniente da una cassa Bluetooth stava lampeggiando a ritmo di musica.
Nella penombra di quell'abitacolo vide una ragazza di spalle. Era la sua dirimpettaia che stranamente era ancora sveglia a quell'ora.
La osservava spesso la sera con la coda dell'occhio mentre fumava la sua sigaretta dopo cena appoggiato al davanzale della finestra.
La trovava sempre seduta sulla poltrona, in vestaglia, mentre guardava la Tv o leggeva un libro o mangiucchiava qualcosa.
Gli sembrava una donna tranquilla, non vedeva mai nessuno passare a casa sua e non sembrava avere neanche un animaletto da compagnia.
Qualcosa però quella sera iniziò a fargli cambiare idea.

Capitolo 5
Davanti allo specchio Lei, rifletteva verso la  finestra la sua immagine nascosta tra il vedo e non vedo.
Porgeva al vicino la forma del suo corpo visto da dietro, dalla testa fino alla fine della schiena, proprio quella parte del corpo dove si appoggia l'elastico dello slip, quella parte dove i fianchi iniziano ad allargarsi per fare posto alle natiche morbide. Più giù di così non si vedeva più nulla.
Da dietro quegli occhiali dalle lenti rettangolari e la montatura nera, Lui, impegnandosi a guardare dentro lo specchio di lei, poteva intravedere qualche dettaglio del suo viso ed anche del suo seno.
Lui si alzò dalla sedia per avvicinarsi meglio alla finestra, sapeva che lei lo avrebbe potuto scoprire nell'atto di osservarla ma decise di correre il rischio. Aveva la sensazione che forse quella situazione non era del tutto dettata dal caso.
Si accese l'ennesima sigaretta e con la mano sinistra in tasca ed un leggero battito cardiaco accelerato, si preparò per godersi ciò che Lei aveva da offrirgli.

Capitolo 6
Il pollice e l'indice della  mano destra di Lei estrassero dal morbido Chinion la bacchetta che teneva stretta quella massa di capelli biondi tinti, un biondo caldo quasi camomilla, mosso, che cadde fino ad accarezzarle le spalle. Seguendo la musica, scosse sensualmente la testa per scompigliare ancora leggermente la sua bellissima chioma.
Alzò le braccia al cielo e lentamente le fece scendere lungo il suo corpo accarezzandosi a ritmo di musica; prima la testa , poi il collo, poi i seni , la pancia, i fianchi mentre lentamente ondeggiava in una danza sensuale con se stessa dedicata solo ed esclusivamente a Lui.
Con il dito indice della mano sinistra, agganciò l'anello della cerniera del suo tubino nero posizionata  poco più sotto delle scapole e lentamente la fece scendere fino alla fine, proprio dove iniziava la linea delle natiche.
Sempre ballando, con il movimento delle spalle, fece scivolare il vestito a terra che cadde leggero accarezzandole il corpo vibrante di eccitazione e desiderio, di voglia di sentire le mani di Lui sfilarle il capo di abbigliamento.
Con un passo in avanti uscì dall'abito e si avvicinò di più allo specchio.
La luce della cassa illuminò leggermete di più il suo corpo.
Era bella, formosa, i suoi seni liberi non sembravano grandi, sembravano morbidi e sodi, i suoi capezzoli sembravano piccoli e delicati.
Finse  di scrutare le sue forme allo specchio, come se fosse la prima volta che vedeva la sua immagine riflessa.
Con il dito indice della mano destra iniziò ad accarezzarsi le labbra, il collo il seno fino a scendere sotto all'ombelico dove Lui però non riusciva più a vedere.
La sua mano nella tasca dei pantaloni iniziava a dargli fastidio, quella visione stava provocando in lui un'eccitazione tale da non poter tornare indietro.
Il suo istinto gli diceva di lascarsi andare, di accarezzarsi e darsi piacere guardandola ma qualcosa lo tratteneva. Era così bello concentrarsi sulla creatura dall'altra parte del palazzo che quasi gli sembrava di profanare una visone angelica.
Lei si levò gli slip abbassandosi leggermente  per poi rimettersi in posizione eretta. Lui doveva capire, cosa aveva appena fatto.
Lo capì.
Avrebbe tanto desiderato poter vedere oltre quel muro che stava sotto la finestra, poter anche solo per un attimo guardare di sfuggita quella sua parte intima che tanto si stava immaginando.
Per un momento gli sembrò di vederla sorridere allo specchio proprio guardandolo negli occhi. Un sorriso perfidamete malizioso.
La canzone terminò e Lei spense la cassa.
Tutto d'improvviso tornò buio e silenzioso. Solo la luce del lampione del palazzo illuminava a metà l'abitacolo della ragazza.
Lui stette fermo, immobile ancora per qualche secondo nella speranza di vederla comparire.
Eccola, un ultimo sguardo, lo desiderava più dell' acqua che aveva desiderato il mese prima durante un collaudo di un impianto nel deserto, la sensazione era la stessa. Sete di acqua, sete di Lei, della sua immagine.
La vide dirigersi verso il letto che si trovava alla sua destra proprio accanto alla finestra. La vide abbassarsi leggermente per scostare le coperte. I suoi seni formavano una piccola punta guidati dalla forza di gravità e l'unica cosa che pensò fu quella di voler appoggiare le sue labbra su di loro per poter sentire quelle calde punte dure ed eccitate.
Lei si infilò a letto e di tutti quegli ultimi minuti carichi di erotismo rimase solo nel silenzio il respiro eccitato di Lui.
Si sentì estremamente contento di essere rimasto al B&B quel weekend.

-Seguiranno altri capitoli-

Dalla Finestra testo di IrYsFeather
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